Fondi Ue dirottati sul lavoro

Written by  //  31 gennaio 2012  //  Mercato del Lavoro, Politiche attive  //  No comments

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II presidente della Commissione ha presentato ieri durante il consiglio europeo che si è svolto a Bruxelles un nuovo piano per rilanciare la crescita nell’Unione. L’obiettivo è andare oltre l’austerità di bilancio e l’aiuto finanziario ai paesi in crisi. L’Italia è tra gli stati che potranno beneficiare del sostegno delle autorità comunitarie nel combattere la disoccupazione giovanile, con l’arrivo nel Paese di una “squadra d’azione”. Parlando davanti ai 27 capi di stato e di governo, José Manuel Barroso ha messo l’accento su un circolo vizioso che sta pesando sulla crescita economica: una competitività bassa e una produttività limitata; un sistema finanziario instabile; e infine dubbi persistenti sulla sostenibilità delle fmanze pubbliche. «Dobbiazioso», ha detto il presidente della Commissione. «Con ogni probabilità la produzione aggregata nella zona euro calerà quest’anno», ha avvertito Barroso. Le previste misure di finanza pubblica, pari allo 0,7% del prodotto interno lordo dell’Unione monetaria, ridurranno la crescita dello 0,25% del Pil nel 2o12, secondo la Commissione. Le proposte più concrete il presidente dell’Esecutivo comunitario le ha fatto riguardo alla disoccupazione. Notando che i disoccupati sono circa 23 milioni nell’Unione, Barroso ha spiegato che già in dicembre aveva proposto di dirottare fondi strutturali europei per lottare contro la disoccupazione giovanile, sostenendo la formazione e appoggiandosi a programmi già esistenti (come Leonardo per gli apprendisti, Erasmus per gli studenti, ed Eures per la ricerca di posti di lavoro). In questo contesto, la Commissione ha proposto di mandare negli otto paesi con la disoccupazione giovanile più elevata – Italia, Spagna, Grecia, Slovacchia, Lituania, Portogallo, Lettonia, e Irlanda – una missione speciale che avrà il compito di lavorare con le autorità nazionali e le parti sociali nei diversi stati membri. «Nelle undici settimane che ci separano da metà aprile, metteremo a punto piani precisi», ha detto Barroso. La Commissione metterà a disposizione fondi sociali e fondi regionali ancora non utilizzati: in tutto 82,3 miliardi. Per l’Italia il denaro utilizzabile ammonta a otto miliardi di euro. Non basta. L’esecutivo comunitario vuole aiutare i paesi a liberarsi dei molti ostacoli amministrativi che impediscono al mercato unico di funzionare a dovere. In questo contesto, Barroso ha citato ieri il caso italiano di Ikea. La presentazione della Commissione ieri si è voluta dettagliata e precisa. In un contesto nel quale il consiglio vuole controllare l’iter decisionale europeo, anche attraverso una nuova disciplina di bilancio messa nero su bianco in un trattato intergovernativo, ieri l’occasione era di riprendere le redini del rilancio dell’economia, approfittando dei (molti) insuccessi nazionali sul fronte economico.

Fonti: Il Sole 24 Ore

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