Lavoro 2012. Vince la specializzazione

Written by  //  4 gennaio 2012  //  Carriere, Contratti, Mercato del Lavoro, Studi di settore  //  No comments

specializzazione
 

Ecco le figure professionali più ricercate tra controller, risk manager e settore marketing. Ma resistono anche i mestieri tradizionali dal muratore all’idraulico al comparto pulizie. Nonostante il momento critico e la difficoltà nel prevedere l’uscita dalla fase recessiva, il mercato del lavoro in Italia non appare immobile. Le agenzie e le società di selezione continuano a cercare e a formare professionalità per le aziende. «Per la fine dell’anno si stima una crescita del 16-17% del mercato – dichiara Stefano Giorgetti vicepresidente e general manager di Kelly Services -. Questo significa che un aumento della produzione industriale è già in corso. Riguardo alle assunzioni a tempo indeterminato abbiamo assistito a una forte accelerazione e pensiamo che ci possa essere ancora un grande margine di sviluppo». Se l’area che ha guidato la crescita quest’anno è stata quella manifatturiera, con una domanda significativa di venditori tecnici e responsabili di manutenzione, per il 2012 si guarda a professionalità trasversali per i profili più specializzati. «Mi riferisco al “controller” (che sovrintende tutte le procedure inerenti al controllo di gestione) con almeno cinque anni di esperienza e al “finance manager” (responsabile finanziario) con dieci anni», chiarisce Grorgetti. Un’altra figura gettonata” è quella del risk manager”, professionista che gestisce i crediti. «In questi momenti le imprese hanno problemi di liquidità – osserva Vittorio Zandomeneghi, direttore operativo di Man-powerGroup Solutions e Experis, società del gruppo che si occupa dello sviluppo dei talenti – di conseguenza la gestione e l’amministrazione del credito diventano cruciali. Lo stesso discorso vale per il “buyer” che in una fase di ricerca della massima efficienza si preoccupa di abbassare i costi fissi e dà all’impresa un respiro maggiore, anche per liberare risorse da destinare agli investimenti». Buone prospettive, soprattutto nella grande impresa, per il “compliance manager”, che si occupa di conformità della contrattualistica e delle procedure, anche tra filiale e casa madre». Un sempre verde per le piccole e medie imprese è poi l’”export manager”. «Si tratta di una figura da sempre ricercata, ma che oggi lo è ancora di più e in un’ottica nuova – continua l’esperto -. Dev’essere disposto a trasferirsi nei cosiddetti mercati di sbocco, oggi diventati mercati domestici, padroneggia le lingue, ha una mentalità globale e più orientata alla diversità». Utilizzato tipicamente dalle multinazionali, oggi il “brand manager”, che ha il compito di rafforzare il marchio, è ricercato anche dalla media impresa che vuole competere a livello globale e dotarsi di un proprio “brand” per aggredire i mercati. In ambito scientifico saranno richiesti gli informatori del farmaco e gli specialisti di “quality insurance”. Si tratta di profili in stretto contatto con la ricerca e lo sviluppo e con un molo chiave per garantire la massima qualità». Risulta in espansione l’area dell’”information technology”. «La figura che si sta imponendo è il “project manager” legata al mondo del cloud computing- precisa Giorgetti -. Tutte quelle tecnologie grazie alle quali i dati non sono più memorizzati all’interno dei software e hardware aziendali, ma vengono archiviati in rete. I professionisti con più appeal in questo settore devono avere almeno cinque anni di esperienza nel coordinamento di progetti complessi perché si interfacciano non solo all’interno del dipartimento IT, ma anche con l’area “finance” e l’area “sales marketing”». Grande spazio anche per il “content manager”, che si occupa dei contenuti all’interno di piattaforme internet e di sviluppatori di applicazione per “device” mobili, come spiega Zandomeneghi. Ciò che viene confermato dagli esperti è che il mercato richiede sempre di più un alto grado di specializzazione. «Una tendenza che vale anche in un settore trainante come quello del made in Italy – afferma Giorgetti – che avrà necessità di profili ingegneristici e tecnici per responsabili di produzione o di qualità. Come pure di disegnatori o progettisti». Sulla scia della Germania, anche nel nostro Paese si sta affermando il settore delle energie alternative. «Il comparto assorbe ingegneri specializzati soprattutto nell’eolico e nel solare», sottolinea Zandomeneghi. In tutti i campi, prosegue il manager di Experis e Manpower, «il mercato richiede le cosiddette “metacompetenze”, cioè la capacità di parlare le lingue, guidare un team composto da diverse nazionalità, gestire il conflitto e comunicare in pubblico». In questo senso sono premiate le persone in grado di generare un cambiamento, capaci di creare un impatto nel breve periodo. «Non mancheranno opportunità per i “temporary manager”, (mager a tempo su progetti specifici) – osserva Zandomeneghi – professionisti formati che sono usciti da percorsi di carriera e che oggi hanno una buona esperienza da vendere». Anche per chi ha superato i 55 anni esistono possibilità. «A condizione che ci sia un aggiornamento continuo e la capacità di inserirsi in contesti diversi – spiega l’esperto -. Chi proviene da una grande impresa deve essere in grado di dimostrarsi operativo. Requisito necessario per tutti è l’adattabilità». Secondo gli ultimi dati Excelsior l’industria e le costruzioni hanno raccolto lo scorso anno il 38% del totale delle previsioni di assunzione. Guardando i numeri, si nota come resti comunque alta la domanda di figure tradizionali. I profili più ricercati sono quelli dei muratori, seguiti da elettricisti, idraulici, posaton di tubazioni e manovali non qualificati nell’edilizia. Nel settore dei servizi il primo posto è occupato dalle professioni non qualificate nei servizi di pulizia, il secondo dai contabili e il terzo dai conduttori di mezzi pesanti e camion.

Fonti: Avvenire

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