Le dimissioni in bianco

Written by  //  17 gennaio 2012  //  Contratti, Mercato del Lavoro, Politiche attive  //  No comments

dimissioni in bianco
 

Il ministro del Lavoro e delle Pari Opportunità, Elsa Fornero, ha inaugurato l’anno nuovo impegnandosi a gestire il tema delle dimissioni in bianco.

Cosa sono? Sono le dimissioni senza data che in alcune aziende vengono fatte firmare ai neoassunti, in modo da poter aggirare in qualsiasi momento la legge a tutela del posto del lavoro, con buona pace dell’art.18 e dello Statuto dei Lavoratori.

Le aziende possono poi tirare fuori queste dimissioni alla bisogna: purtroppo, spesso lo fanno per mandar via una donna incinta ed evitare così di tenerle il posto per la durata della gravidanza e del periodo di maternità. I dati Istat indicano che il 13% delle donne tra i 30 e i 40 anni (donne nate dopo il 1973) ha dichiarato di essere state costrette alle dimissioni a causa della gravidanza.

Il governo Prodi aveva bloccato questa brutta pratica con l’introduzione della legge 188 del 17 ottobre 2007, che imponeva l’obbligo di predisporre la lettera di dimissioni usando dei moduli con numerazione progressiva, forniti dagli uffici provinciali del lavoro e dalle amministrazioni comunali e validi al massimo 15 giorni, pena la nullità delle dimissioni stesse.

Questa legge è stata però cancellata dal decreto legge 112 del 25 giugno 2008, varato dal governo Berlusconi, secondo la motivazione di eccessiva burocrazia.

Adesso, Titti di Salvo e Marisa Nicchi, promotrici della vecchia legge, hanno chiesto di reintrodurre la norma.

Il ministro Elsa Fornero ha dichiarato che interverrà presto sulla pratica delle dimissioni in bianco, in quanto “tale pratica pesa fortemente e negativamente sulla condizione lavorativa delle donne e sulla loro stessa dignità, costituendo una vera e propria devianza dai principi di libertà alla base della società civile”.

Fonti: Donne Manager Manageritalia

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