L’inflazione corre, le retribuzioni restano indietro
Written by Mercatolavoro // 28 settembre 2011 // Indici, Retribuzione e costo // No comments
Le retribuzioni crescono meno del costo della vita: la differenza è di oltre un punto percentuale proprio quando servirebbe un deciso sostegno alla domanda. 4,3 milioni di lavoratori, poi, attendono il rinnovo del contratto. Il costo della vita corre mentre le retribuzioni sono al palo ormai da mesi. Fatti due conti, l’inflazione che in un armo è cresciuta del 2,8% annulla gli aumenti salariali che non vanno oltre 1’1,7%. Un saldo negativo che indebolisce il potere d’acquisto dei lavoratori proprio nel momento in cui una ripresa dei consumi sarebbe una mannaia per l’uscita del paese dalla crisi. DUE vaocrrA Ai dati, diffusi dall’Istat, va aggiunto che un lavoratore su tre, per un totale di 4,3 milioni di dipendenti, è in attesa del rinnovo del contratto nazionale, quindi di adeguamenti salariali che, tuttavia, data la differenza tra le due velocità difficilmente agganceranno la corsa dei prezzi. Dall’istantanea scattata dall’istituto di statistica, emerge che in agosto le retribuzioni sono aumentate del 2%per i dipendenti privati e dello 0,6% per i pubblici. I settori con gli incrementi tendenziali (cioè rispetto al mese precedente) maggio. ri sono: militari-difesa (3,7%), forze dell’ordine (3,5%), e attività dei vigili del fuoco (3,1%). Variazione nulla invece per ministeri, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale e scuola. L’indice proiettato per tutto l’anno sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore a fine agosto registrerebbe nel 2011 un 1,8%. Nella pubblica amministrazione nel complesso del 2010, secondo i dati dell’Aran, le retribuzioni contrattuali sono aumentate dell’1,3% rispetto al 2009 con una frenata rispetto alla dinamica degli anni precedenti (nel 2008 la crescita degli stipendi era stata del 4,1% mentre nel 2009 era stata del 3%). Nel 2011, anche grazie all’effetto delle manovre correttive che hanno bloccato la contrattazione nel comparto, la crescita tendenziale dovrebbe assestarsi sul 0,7%. L’Istat ha diffuso infine i dati sulle ore lavorate per dipendente nelle imprese dell’industria e nei servizi, che nel secondo trimestre, al netto degli effetti di calendario, sono aumentate dello 0,9% rispetto allo stesso trimestre del 2010. «Piove sul bagnato», commenta il deputato Pd Cesare Damiano, «Il governo, anzichè risolvere i problemi reali dei lavoratori, contribuisce ad aggravare la situazione e a gettare benzina sul fuoco: è del tutto fuorviante e pericolosa, infatti, la polemica del ministro Sacconi a proposito dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori». Anche 1′Idv, e i sindacati evidenziano la gravità della situazione come pure i consumatori che accusano il governo per la sua «politica fallimentare».
Fonte: Marco Tedeschi, Unità del 28 settembre 2011
