Nel Belpaese il lavoro c’è ma non per i laureati
Written by Mercatolavoro // 3 gennaio 2012 // Carriere, Mercato del Lavoro, Retribuzione e costo, Studi di settore // No comments
DATI IN CONTROTENDENZA. Nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, le aziende italiane hanno offerto un lavoro a 208 mila giovani, ma nel 22% dei casi hanno avuto difficoltà a trovare il profilo giusto, principalmente per due ragioni: perché il giovane richiesto non aveva la preparazione adeguata oppure perché il posto offerto non è stato accettato dal lavoratore, ritenuto poco “attraente”, cioè non corrispondente alla propria formazione e alle proprie aspirazioni, troppo faticoso o malpagato. Circa 45 mila posti di lavoro offerti a persone con meno di 30 anni sono così risultati difficili da coprire. Il disallineamento fra la domanda e l’offerta di lavoro, in particolare per quanto riguarda la fascia giovanile, emerge da uno studio Unioncamere-Excelsior presentato pochi giorni fa a porte chiuse al ministero del Lavoro e alla presenza di esperti della commissione europea. Nel 2011 le assunzioni che le aziende hanno dichiarato di voler fare sono state in totale 595.160, escludendo gli stagionali (altrimenti si arriva a 846.010). Di queste 208.300 hanno riguardato giovani con meno di 30 anni (280.800 considerando anche gli stagionali), quasi una su tre. L’indagine, compiuta presso un campione di ben 100 mila aziende rappresentativo di tutte le imprese dell’industria e dei servizi (va avanti dal 1997 ed è particolarmente attendibile), fa vedere che anche tra i giovani i posti di lavoro più offerti dal nostro sistema produttivo sono a qualifica medio-bassa, almeno come livello di istruzione richiesto: serve la laurea solo nel 14,8 % dei casi, basta il diploma per il 48,4% delle assunzioni e la qualifica professionale per il 17%, mentre per il restante 23,8% non c’ è bisogno di alcun titolo. Nei primi posti della classifica del personale under 30 richiesto troviamo anche qualifiche rispondenti al fatto che l’Italia ha la seconda industria manifatturiera in Europa dopo la Germania: i più ricercati sono infatti gli operai specializzati (39.100); ma al secondo posto ci sono 31.740 commessi e assimilati; poi 18.730 operai semi-qualificati addetti ai macchinari; 13.300 professioni non qualificate, per le quali spesso non ci vuole nemmeno un titolo di studio e sono in buona parte coperte da lavoratori immigrati, spiegano i ricercatori; 9.540 contabili e assimilati; 7.320 camerieri e assimilati; 6.820 segretari e segretarie, 6.210 addetti alla gestione degli stock e dei magazzini; 4.900 parrucchieri ed estetisti; 4.680 baristi e assimilati. Agli ultimi posti i chimici (540 richieste).
Fonti: Opinione
