Turismo, alimentare e Gdo guideranno le assunzioni

Written by  //  11 gennaio 2012  //  Mercato del Lavoro  //  No comments

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Il peggio, purtroppo, non è ancora passato. E sul fronte occupazionale i dodici mesi di questo 2012 rischiano di essere ancora più problematici di quelli appena trascorsi. Lo dicono le stime dei principali istituti di ricerca, lo conferma all’unisono il mondo delle imprese. Secondo il centro studi di Confindustria, nell’arco dell’anno si continueranno a perdere posti di lavoro in quasi tutti i settori produttivi (la previsione è di una diminuzione di oltre 2oomila unità, -0,6%), il tasso di disoccupazione nazionale resterà stabile (salvo l’aumentare inesorabile di quella giovanile, che ha già superato il 3o per cento nel mese di novembre) e crescerà il ricorso agli ammortizzatori sociali, che saranno utilizzati per mitigare gli effetti del blocco della produzione sulle imprese e sui lavoratori. Uno scenario di profonda incertezza, sul quale peseranno le scelte del governo in materia di riforma dei contratti e del mercato del lavoro nel suo complesso, che potrà però contare su alcuni segmenti virtuosi, gli stessi che nel 2011 hanno consentito al sistema economico italiano di arginare l’impatto della crisi internazionale. Le analisi sul fabbisogno professionale e formativo delle aziende effettuate dall’osservatorio Excelsior di Unioncamere mostrano in maniera abbastanza chiara che nel quadro di un sistema produttivo in difficoltà ci sono dei comparti che fanno registrare delle buone performance e si confermano isole abbastanza felici anche sotto l’aspetto occupazionale.

L’industria chimica, che in questi anni nonostante il calo degli addetti è stata in grado di garantire un impiego costante e di qualità a migliaia di giovani con specializzazioni tecnico-scientifiche (dai periti ai biologi, dai chimici agli ingegneri), ma anche quella alimentare, trainata dalle richieste in arrivo dall’estero, che ha assorbito circa 3omila nuovi lavoratori. In controtendenza sono stati anche il settore del turismo e dell’ospitalità, che in valori assoluti è stato quello nel quale si sono avuti più ingressi (166mila), e quello del commercio. I dati Excelsior aiutano a capire non solo i settori che potrebbero assumere nell’arco dell’anno (andranno forte come conferma anche il Censis i lavori manuali) ma anche a tratteggiare quale sarà il tipo di contratto prevalente. Da ottobre a dicembre scorso, a fronte di 92mila assunzioni programmate dalle aziende, ben il 71 per cento dei nuovi ingressi era stato a termine, stagionale o di apprendistato. Segnale che anche le imprese che prevedono di aumentare la propria forza lavoro lo faranno sulla base di un andamento altalenante della ripresa, con un susseguirsi di picchi e cali della domanda, e avranno quindi la necessità di stipulare contratti flessibili per rispondere in maniera puntuale e ottimale alle richieste dei mercati. «La crisi ha certamente avuto l’effetto di abbassare la percentuale di nuove assunzioni che vengono fatte immediatamente con contratti a tempo indeterminato – precisano da Federchimica – ma tale quota nel nostro settore rimane comunque più elevata della media industriale. Si può stimare che per le assunzioni la quota di posti stabili nel comparto chimico (comprendendo anche la trasformazione dei contratti inizialmente a tempo determinato) sia rimasta su buoni livelli, superiore al 60 per cento». Merito in primo luogo di quelle imprese che hanno saputo guardare all’estero e che continueranno a farlo anche quest’anno: «In una fase caratterizzata dal calo dei livelli produttivi – spiegano ancora dalla federazione dell’industria chimica – le imprese che si sono internazionalizzate hanno mantenuto i livelli occupazionali anche di fronte a una caduta del mercato interno. Non solo: hanno anche potuto qualificare la propria occupazione, con un crescente ricorso a giovani laureati chimici». E’ stato il caso, ad esempio, del segmento beauty e cosmesi che ha chiuso l’anno con fatturati in crescita (9,1 miliardi) e che conta per il 2012 di aumentare il volume d’affari, con conseguente miglioramento dei livelli occupazionali, di circa il 6%. Industria a parte, che nel complesso soprattutto nel primo trimestre dell’anno risentirà ancora della fase di instabilità, saranno i servizi quelli che daranno più occasioni d’impiego. Il turismo e il commercio, insieme, nel 2011 hanno offerto oltre 24omila posti di lavoro, per lo più a tempo determinato e destinati ai giovani. Risultati confortanti che si riflettono nelle parole di Mario Resca, presidente di Confimprese, che raccoglie i gruppi della grande distribuzione organizzata: «I nostri soci hanno in programma 1.152 aperture di punti vendita in tutta Italia e nel corso del 2012 prevediamo oltre 3mila nuove assunzioni di commessi e responsabili di negozi nei franchising e nella grande distribuzione. Tra questi, la percentuale di under 35 è molto elevata. Dati positivi che potrebbero migliorare ancora nel caso in cui il Governo decidesse di abbassare il prelievo fiscale sulle imprese che assumono». Non solo nel commercio ma anche nel settore dell’ospitalità: « Nel 2o11, dopo anni di diminuzione dei fatturati, abbiamo invertito la tendenza e siamo tornati a crescere – conclude Renzo Iorio, presidente di Federturismo-: ora servono degli interventi per consolidare la ripresa e consentire all’industria turistica di continuare a creare ricchezza e occupazione. Con una consapevolezza: è sempre più difficile per le nostre aziende coprire le posizioni aperte. Le opportunità ci sono, mancano i candidati».

Fonti: Il Sole 24 Ore

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